Come parlare dei propri pregi e difetti al colloquio

Al colloquio bisogna esprimere sé stessi senza voler dare un’immagine migliore della realtà, raccontando in completa onestà i propri pregi e difetti.
Lettura in: 3 minuti

Durante un colloquio di lavoro sono molte le informazioni che vengono condivise tra recruiter e candidato a partire da aspetti professionali, formativi e personali. L’obiettivo del recruiter è infatti quello di sviscerare tutti questi aspetti per capire se la risorsa che si ha davanti rappresenta il profilo più idoneo per la posizione aperta. Proprio così! Non il migliore profilo, ma quello che è più in linea con i requisiti descritti nell’annuncio di lavoro. Vediamo cosa significa nel dettaglio!

Il profilo migliore

L’errore più comune che i candidati commettono è infatti quello di cercare di essere il migliore. Spesso il migliore tra i candidati, quello che supera di molto i requisiti richiesti, viene scartato in quanto troppo “skillato”. Ogni recruiter infatti è consapevole che scegliendo un profilo di questo tipo va incontro ad un rischio ben preciso: avere una risorsa che raggiunge troppo facilmente gli obiettivi (KPI) preposti.

Ciò comporterebbe una sensazione di noia e un calo di motivazione nella risorsa stessa, la quale, con molta probabilità tenderà a cercare un nuovo lavoro. È importante, in fase di colloquio, riuscire ad esprimere sé stessi senza cercare a tutti costi di far apparire un’immagine migliore della realtà, raccontando in completa onestà sia i propri pregi che i propri difetti o aree di miglioramento. Chiaramente rispondere alla fatidica domanda sui pregi e difetti non è molto semplice.

Ma perché i recruiter fanno questa domanda?

Prima di iniziare a pianificare le tue risposte, è utile capire perché i recruiter pongono queste domande e cosa sperano di ottenere da esse.

Come già detto il colloquio di lavoro riguarda la conoscenza di qualcuno e nonostante si pensi che il recruiter ponga domande “strane” con l’obiettivo di mettere in difficoltà, in realtà l’obiettivo ultimo è davvero di conoscere la persona in modo da poter prendere la decisione migliore possibile.

Nel caso della domanda sopra indicata, i punti di forza e di debolezza effettivi che emergono in fase di colloquio contano poco, la cosa importante è come ne parli, è il modo in cui si risponde a questa domanda, così come alle altra domande, che rivela davvero aspetti utili al recruiter.

Ecco alcuni suggerimenti per gestire al meglio la domanda su punti di forza e aree di miglioramento:

  • Sii onesto – Una delle cose più importanti da fare quando si parla dei propri punti di forza e di debolezza in un colloquio è l’onestà. Potrebbe sembrare banale, ma è anche vero. Una risposta che suona genuina e autentica impressionerà, mentre una che suona generica, calcolata, esagerata o troppo umile farà il contrario. Le aziende non assumono qualcuno che non è in grado di riconoscere e possedere pregi e/o difetti. Sarai un collaboratore migliore se saprai comprendere e sfruttare i tuoi punti di forza e riconoscere e imparare dai tuoi punti deboli. Quindi, durante l’intervista, dimostra di avere consapevolezza.
  • Racconta una storia – Ecco un altro aspetto che non dovresti sottovalutare: “Mostra, non dirlo”. Ogni volta che puoi avere un esempio di vita reale o un esempio concreto, è una buona idea. Non solo la condivisione di un esempio reale farà risaltare la tua risposta, ma la farà anche sembrare ponderata e onesta e metterà in evidenza tutte quelle altre caratteristiche che i recruiter stanno effettivamente cercando.
  • Sii breve – Non devi dedicare metà dell’intervista a queste risposte. Puoi mantenere la tua risposta relativamente breve e concentrata su uno o due punti di forza o di debolezza, a seconda di come è stata formulata la domanda.
  • No panic – Anche se sicuramente vuoi prepararti e fare del tuo meglio durante il colloquio, cerca di non stressarti troppo. Non è una semplice risposta sbagliata a decidere le sorti del tuo colloquio di lavoro, quindi rifletti bene su come rispondere ma non dargli troppo peso.

Concludendo, se sei una persona molto ansiosa e gestisci con difficoltà situazioni di questo tipo, ricorda che il recruiter non valuta sul cosa, ma sul come. Non aver paura di esprimere i tuoi punti di forza e le tue debolezze, ma prepara e argomenta al meglio la tua risposta, puntando su onestà, chiarezza e portando aneddoti a prova di ciò che stai esprimendo.

Vi sono difetti che, sapendoli ben adoperare, fanno miglior figura delle virtù. (François de La Rochefoucauld)

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