Come formare i dipendenti gratuitamente grazie ai Fondi Interprofessionali

I Fondi Interprofessionali sono strumenti a disposizione delle aziende per poter formare i propri collaboratori in maniera gratuita. Ecco come richiederli
Lettura in: 4 minuti

Mai come nell’ultimo anno ci si è resi conto di quanto possa essere veloce e repentino il cambiamento del mondo del lavoro e quanto sia importante riuscire ad attivarsi parallelamente alle richieste del mercato per non rischiare di affondare nella burrasca del cambiamento.

Diventa ancor di più un bisogno di tutte le aziende e di tutti i professionisti, formarsi verso il nuovo mondo digitale e verso la metamorfosi che la Digital Transformation sta apportando in termini di struttura e processi lavorativi.

Chiaramente la formazione ha un costo e in un paese in cui circa l’80% delle imprese sono PMI (piccole medie imprese) spesso non si dispone di un budget interno destinato alla formazione.
Quali sono gli strumenti a disposizione delle aziende per poter formare i propri collaboratori in maniera del tutto gratuita? Semplice! I Fondi Interprofessionali.

Fondi Interprofessionale: di cosa si tratta?

Tutte le aziende hanno a disposizione la possibilità di formare, in modo completamente gratuito, i propri dipendenti tramite l’accesso ai Fondi Interprofessionali.

I Fondi Interprofessionali vengono istituiti proprio dalle aziende e sono a loro disposizione, anche se non tutte le aziende li conoscono e pertanto non li usano.

Dalla fine degli anni ’70 esiste un contributo previdenziale che le aziende versano mensilmente. In altre parole, tutti i mesi, con il pagamento dei contributi obbligatori, le imprese versano un contributo all’INPS denominato “contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria”. Parte di questo contributo (lo 0,30%, ovvero 40-50€ all’anno per ogni lavoratore) è destinato e accumulato per la formazione dei lavoratori.

Quali opportunità offrono i Fondi Interprofessionali?

Dal 2000, con la nascita dei Fondi Interprofessionali (legge 388) ogni organizzazione può decidere di dirottare il 0,30% dall’INPS ad un fondo interprofessionale specifico. Stiamo parlando di un contributo obbligatorio da pagare all’INPS inevitabilmente, ma che può essere recuperato e utilizzato per finanziare la formazione dei propri collaboratori. Un’opportunità del tutto gratuita a disposizione di tutte le aziende italiane e ricca di vantaggi, tra cui:

  •  Ridurre, se non abbattere, i costi della formazione;
  •  Soddisfare le esigenze formative e i movimenti del mercato;
  • Migliorare la propria posizione nel mercato e migliorare il know how e le conoscenze del proprio personale dipendente;
  • Creare nuove idee di business e sviluppare valore
  • Aumentare l’engagement dei propri dipendenti
  • Diminuire il Turnover
  • Fare Employer Branding

Come si accede ai Fondi Interprofessionali?

L’attività relativa all’adesione ai fondi interprofessionali è meno complicata di quanto possa sembrare. Si tratta di due semplici passaggi da fare “una tantum”:

  • La prima cosa da fare è scegliere un Fondo Interprofessionale. Ogni fondo ha un proprio codice identificativo (generalmente composto da 4 cifre).
  • Una volta identificato il proprio Fondo il passaggio da fare prevede l’entrare nel cassetto previdenziale della propria azienda (dove avviene la trasmissione UNIEMENS) ed inserire il codice identificativo del Fondo scelto. Generalmente questo processo è affidato al consulente del lavoro o dal commercialista per conto dell’azienda. L’adesione resta valida senza necessità di essere rinnovata, e l’azienda può decidere di cambiare Fondo in qualsiasi momento.

Una volta scelto un Fondo Interprofessionale alla quale destinare i propri contributi previdenziali, i possibili strumenti a disposizione per finanziare dei progetti formativi sono:

  • Voucher formativi – Ovvero una richiesta di rimborso dei costi per uno o più corsi a catalogo per i propri dipendenti.
  • Conto Aziendale – Alcuni Fondi permettono alle aziende di accedere ad una parte dei contributi versati per la formazione. Questa scelta permette di capire quali sono le effettive risorse economiche a disposizione e poter scegliere il percorso formativo più utile alle aziende. Anche in questo caso l’azienda riceverebbe un rimborso sulla formazione
  • Conto Aggregato – Questo strumento è maggiormente utile alla micro e piccole imprese, le quali da sole non riuscirebbero a finanziare corsi di formazione. Questo strumento è gestito da un Ente di Formazione Accreditato il quale raccoglie in un unico conto le adesioni di più aziende, e i relativi contributi INPS per la formazione continua, e sulla base di questo budget annuale offre alle imprese e ai suoi dipendenti la possibilità di frequentare corsi di formazione preventivamente approvati dal Fondo.
  • Avvisi tematici o generalisti – La classica modalità a bando in cui l’azienda in prima persona o con la collaborazione di un Ente Formativo Accreditato elabora un piano di formazione il quale sarà valutato da un’apposita commissione. Non c’è la sicurezza di avere il finanziamento ed i corsi potranno essere svolti solo se il progetto supera la valutazione

Quali e quanti sono i fondi interprofessionali?

Ad oggi i fondi professionali sono circa una ventina, ecco di seguito la lista con i codici identificativi di ognuno:

  • Fondimpresa (Fondo per la Formazione Continua) – codice adesione: FIMA
  • Fondoprofessioni (Fondo per la Formazione Continua negli Studi Professionali) – cod. adesione FPRO
  • Fonditalia (Fondo formazione Italia) – codice adesione: FEMI
  • FonARCom (Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua) – cod. FARC
  • Fondo Artigianato Formazione (Fondo per la Formazione Continua nelle Imprese Artigiane) – codice adesione: FART
  • Fon.Coop (Fondo per la Formazione Continua nelle Imprese Cooperative) – codice adesione: FCOP
  • Fondo Dirigenti PMI (Fondo per la formazione Professionale Continua dei Dirigenti delle Piccole e Medie Imprese Industriali) – codice adesione: FDPI
  • FAPI – Fondo Formazione PMI (Fondo per la Formazione Continua per le Piccole e Medie Imprese) – codice adesione: FAPI
  • FONDIR (Fondo per la Formazione Continua dei Dirigenti del Terziario) – codice adesione: FODI
  • Fondirigenti (Fondirigenti – Fondazione per la Formazione alla dirigenza nelle Imprese Industriali) – codice adesione: FDIR
  • FOR.TE. (Fondo per la Formazione Continua del Terziario) – codice adesione: FITE
  • FON.TER. (Fondo per la Formazione nelle Imprese del Settore Terziario: comparti turismo e distribuzione servizi) – codice adesione: FTUS
  • Fond.E.R. (Fondo per la Formazione Continua degli Enti Religiosi) – codice adesione: FREL
  •  For.Agri. (Fondo di Settore per la Formazione Professionale Continua in Agricoltura) – codice adesione: FAGR
  • Formazienda (Fondo per la formazione nei comparti del commercio, del turismo, dei servizi, delle professioni e delle PMI) – codice adesione: FORM
  • FBA (Fondo per la Formazione Continua nei settori del Credito e delle Assicurazioni) – codice adesione: FBCA
  • Fonservizi (Fondo per la formazione continua nei servizi pubblici industriali) – codice adesione: FPSI
  • Fondolavoro (Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua delle micro, piccole, medie e grandi imprese – codice adesione: FLAV.

Sulla base di una lista così ampia diventa davvero difficile capire quale Fondo scegliere. È importante capire che non esiste un fondo migliore dell’altro e che ogni fondo ha un funzionamento specifico, quindi la scelta del fondo dovrebbe essere canalizzata in funzione del match tra i bisogni aziendali e le specifiche caratteristiche del fondo (alcuni, ad es. non hanno il conto aziendale, altri non permettono di creare un conto aggregato, altri ancora pubblicano pochissimi bandi e molto chiusi).

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