L’approccio al lavoro e alle dinamiche aziendali

Ogni lavoro ha delle dinamiche a sé e ogni persona un approccio specifico, di conseguenza parlare di regole di comportamento e approccio univoco diventa davvero complicato. Qui ti parliamo di alcuni piccoli dettagli che fanno la differenza.
Lettura in: 4 minuti

Quando si tratta di lavoro, di dinamiche aziendali e approccio al lavoro, poter parlare di un modus operandi standard che sia auto motivante e permetta di vivere al meglio il proprio lavoro è un qualcosa di utopico.

Ogni lavoro ha delle dinamiche a sé e ogni persona un approccio specifico a queste singole dinamiche; di conseguenza parlare di regole di comportamento e approccio diventa davvero complicato.

Ma è davvero così?

Se questa cosa è vera è altrettanto vero che le persone di maggior successo tendono ad avere abitudini e approcci al lavoro molto simili.

Molti studi hanno infatti evidenziato come sono alcuni piccoli dettagli a fare la differenza nel mondo del lavoro nell’approccio che si ha con il proprio ruolo, con le attività e progetti e con le dinamiche aziendali; è questi dettagli sono ben noti ai maggiori manager di successo.

 

 

Vediamoli insieme:

Gestire al meglio il proprio tempo. Avere chiaro in testa di quanto tempo hai bisogno per portare avanti una attività, una riunione un progetto, etc. fa la differenza. Migliore è la tua gestione del tempo maggiore sarà la tua produttività e migliore saranno le tue relazioni in azienda.

Come fare? Beh, un primo modo per farlo è iniziare tenendo un “registro del tempo” per un’intera settimana, anche il fine settimana, ovvero quando le persone tendono ad essere meno consapevoli di ciò che stanno facendo. Non c’è un modo per tenere traccia del tuo tempo; quindi, scegli qualcosa che funzioni per te. Vedrai che rileggendo il tuo registro inizierai ad avere consapevolezza circa le tue attività e il tempo di cui necessiti per portarle a termine.

Questo esercizio ti aiuterà a conoscerti meglio e ad approcciarti diversamente al lavoro e alla velocità che spesso è richiesta.

Avere un piano. Bene, supponiamo che tu abbia imparato a gestire il tuo tempo, il prossimo step è rappresentato dal pianificare le tue ore. Questo potrebbe sembrare davvero ovvio, ma molti lavoratori tormentati si trovano in modalità triage, rispondendo solo a questioni urgenti e senza mai prendersi un momento per elaborare strategie su come pianificare al meglio le proprie attività.

Un consiglio utile potrebbe essere tenere una sessione di pianificazione almeno una volta alla settimana.

Stare con i piedi per terra. Con un nuovo piano, è facile iniziare ad entusiasmarsi per i tuoi obiettivi, diventare troppo ambizioso… e poi fallire. Ma è più probabile che tu raggiunga i tuoi sogni fintanto che stabilisci compiti discreti e fattibili per te stesso, e poi assicurati di essere ritenuto responsabile. Innanzitutto, suddividi i grandi progetti in piccoli passi e cerca di limitarti ad affrontarne da tre a sei al giorno.

Fare attenzione ai ladri di tempo. Molti di noi finiscono per dedicare una quantità eccessiva di tempo a rispondere alle e-mail, “Secondo un rapporto del 2012 del McKinsey Global Institute sull’economia sociale, i lavoratori passano il 28% del loro tempo a guadare le loro caselle di posta”.

Un’altrettanta alta percentuale è rappresentata dalle riunioni. Mail e riunioni non rappresentano il proprio lavoro, sono degli strumenti utilissimi ma dei “falsi amici”.

Il problema è che le persone scrivono email ho partecipano a riunioni infinite solo per verificare che tutti stiano ancora facendo il proprio lavoro, ma il bisogno di controllo è solo tuo e questo non ti permetterà di vivere bene il tuo lavoro, ne perderai in produttività e relazioni con le altre risorse.

Divertirsi. Un ultimo aspetto in comune tra manager di successo è la ricerca del piacere, cercando di ottimizzare il nostro tempo per trascorrere più ore a fare le cose che amiamo e meno ore a fare le cose che non ci piacciono.

Spesso questo piacere deriva dal sentire un senso di progresso nel nostro lavoro. In effetti, una sensazione di progresso porta più gioia che incoraggiamento da parte di un capo. Per questo motivo, concentrarti sulle parti fondamentali del tuo lavoro che sono misurabili e ti danno il massimo senso di realizzazione ti porterà piacere, alimentando ulteriormente il tuo desiderio di lavorare.

Non parlare dei problemi ma affrontarli. Parlare delle proprie difficoltà è sicuramente qualcosa che permette di alleggerirsi da un peso. Detto questo, continuare a farlo continuamente e sfociare nella lamentela continua, non fa altro che spostare la nostra attenzione dal proprio lavoro alle criticità creando alibi che ci demotivano.

Se ti trovi in un momento difficile, non lamentarti con il collega, ma parlane, in maniera costruttiva con il tuo responsabile o con qualcuno che può davvero aiutarti a fare in modo che da questa difficoltà nascano delle opportunità. Vedrai che la motivazione tornerà in automatico!

Essere disponibile. È importante non confondere la disponibilità con essere uno “Yes Man!”, essere disponibile vuol dire anche saper dire di no nel modo giusto, proponendo comunque delle soluzioni funzionali e motivando i tuoi colleghi a dare il massimo!

 

Concludendo

Lavorare non è facile, si ha a che fare con attività, progetti, persone, caratteri, richieste impossibili e tanto altro. Ma è il tuo approccio a decidere chi vuoi essere nel tuo posto di lavoro e a determinare la tua motivazione e benessere e a fare di te una persona di successo.

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