Qualità e competenze dei migliori orientatori nelle scuole

Quali sono le competenze e le caratteristiche per essere un buon orientatore? Ecco una breve guida che fa per te.
Lettura in: 2 minuti

Il ruolo dell’orientatore nelle scuole è assimilabile a quello di un Career Coach, ovvero colui che fornisce assistenza per lo sviluppo di carriera e la ricerca di lavoro, aiutando le persone a identificare e raggiungere i loro obiettivi professionali.

L’attività di Career Coaching parte da un’analisi volta a riscoprire le competenze acquisite a livello personale, formativo e professionale, per far emergere le reali potenzialità. Soprattutto in quei momenti di sosta volontaria o forzata, diventa strategico darci la possibilità di riflettere sul percorso che abbiamo effettuato, ad identificare quali sono le nostre reali motivazioni, passioni, interessi così da capire la giusta “rotta” verso nuovi progetti.

Si comprende come il ruolo di orientatore e quello di Carrer Coach siano molto simili.

Spesso l’orientatore scolastico è un docente, che segue i ragazzi per indirizzarli al meglio verso il loro futuro. Esistono corsi specifici di Career Coach che potrebbero essere utili all’orientatore per apprendere le migliori strategie e acquisire quelle competenze specifiche.

 

Soft skills

Tuttavia, sicuramente necessarie sono delle soft skills, qualità che contraddistinguono i migliori orientatori.

Tra queste:

  • capacità di ascolto, ovvero mettersi a disposizione dell’altra persona sospendendo ogni giudizio e accogliendo le sue parole, cercando di captare le aspirazioni e i desideri. Ascoltare attivamente significa dare fiducia. Per un orientatore, infatti, è importante guadagnarsi la fiducia dei suoi allievi, in modo tale che questi si aprano raccontando disagi e paure;
  • empatia, ovvero comprendere la persona che si ha davanti, mettendosi nei suoi panni. L’empatia è considerata un’abilità di grande valore e può aiutare a trovare la soluzione appropriata in base alle richieste della persona. Essere empatici significa capire davvero l’altro, non è quindi un semplice ascolto, ma qualcosa di più. Empatia significa entrare in connessione con la persona e condurla per mano verso la migliore versione di se stessa;
  • problem solving, ovvero capacità di gestire gli imprevisti. Per un orientatore è importante saper gestire i continui cambiamenti del mondo lavorativo. Nuove dinamiche e nuove sfide, infatti, contraddistinguono la scelta del proprio futuro. In questo senso, l’orientatore deve essere aggiornato e possedere una grande conoscenza del mercato del lavoro, intravedendo diverse opportunità e quelle professioni adatte ai suoi allievi;
  • Come si suol dire, la pazienza è la virtù dei forti. Essere insegnante e orientatore contemporaneamente è una vera e propria missione, spesso sfiancante. I ragazzi sono disorientati, cambiano idea facilmente e velocemente. Per offrire un servizio di orientamento di qualità, quindi, è necessario essere in grado di supportare i ragazzi anche nei momenti di crisi, rivalutando le proprie considerazioni. Questo significa, spesso, lavorare il doppio, ovvero fare di nuovo delle ricerche per far fronte alle nuove richieste.

Ovviamente l’orientatore non è un mago. Non bisogna aspettarsi che sia in grado di individuare con assoluta certezza la migliore strada per ogni singolo studente. Il fattore decisivo è la collaborazione. Anche il ragazzo, quindi, deve mostrarsi interessato e pronto a prendere in mano la propria vita.

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